lunedì 3 novembre 2008

Critiche al connettivismo


"Il connettivismo è stato soggetto anche a critiche su parecchi fronti. Pløn Verhagen ha sostenuto che il connettivismo non è una teoria dell'apprendimento, ma piuttosto una “visione pedagogica.” Verhagen afferma che le teorie dell'apprendimento dovrebbero trattare del livello educativo (come si impara) mentre invece il connettivismo si rivolge al livello curricolare (che cosa si impara e perché si impara). Bill Kerr, un altro critico del connettivismo, crede che, sebbene le tecnologie influenzino gli ambienti di apprendimento, le teorie attualmente esistenti sono sufficienti per spiegare la riflessione sui modi di prodursi della conoscenza nell'era digitale. Anche Antonio Calvani mette in guardia dai facili entusiasmi, soprattutto quando in queste teorie si cerca di coinvolgere il mondo della scuola pretendendo che essa si adegui ai nuovi principi sottovalutando la complessità di operazioni tecniche e cognitive cui si perviene solo dopo un lungo ed articolato percorso formativo, percorso basato anche sull'apporto della cultura tradizionale. " Un trasferimento selvaggio del connettivismo alla scuola può indurre a credere che basti mettere gli allievi in rete per produrre conoscenza, consolidando quel famoso stereotipo diffuso, secondo cui più tecnologie si usano, in qualunque modo lo si faccia, e meglio è per l'apprendimento."

Il connettivismo nell'e-learning

"Mohamed Ally delll'Università di Athabasca, Canada, sostiene il connettivismo considerandolo una teoria dell'apprendimento più appropriata per l'e-learning rispetto a meno recenti teorie quali comportamentismo, cognitivismo e costruttivismo. La sua posizione si fonda sull'idea che il mondo è cambiato diventando più interconnesso attraverso la rete, quindi le teorie dell'apprendimento che si sono sviluppate prima di questi cambiamenti globali sono meno pertinenti. Tuttavia, Ally sostiene che “ciò che occorre non è una nuova teoria stand-alone per l'età digitale, ma un modello che integri le differenti teorie per guidare la progettazione dei materiali on line".

Principi del connettivismo - considerazioni

Ho trovato interessanti i Principi del Connettivismo (scritti in rosso) e mi sono permessa di affiancarci un commento personale! :) Voi che ne pensate??

  • L'apprendimento e la conoscenza si fondano sulla differenza di opinione. In effetti se non ci fosse una differenza di opinione non ci potrebbe essere una crescita, no? Se tutti la pensassimo nello stesso modo non ci sarebbe motivo di imparare niente di nuovo...
  • L'apprendimento è un processo di connessione di nodi specializzati o fonti di informazione. Connessione di fonti di informazione... giusto! Bisogna essere ben informati quando si apprende un qualcosa di nuovo in modo da poter essere convinti di ciò che stiamo imparando, senza imparare a pappagallo, come si dice solitamente...
  • L'apprendimento può essere residente in applicazioni non umane.
  • La capacità di sapere di più è più importante di quanto già si sa al momento. E' molto difficile dire "voglio saperne di più" se la cosa all'inizio non ti interessa. A volte ci si deve informare perchè si è obbligati a farlo per studio o per lavoro... eppure molto spesso, a distanza di tempo, ci accorgiamo che quanto impariamo ci torna sempre utile in un modo o nell'altro.
  • Alimentare e mantenere le connessioni è necessario per facilitare l'apprendimento permanente. Non si può apprendere e poi mettere da parte senza utilizzare ciò che si è imparato... bisognerebbe riuscire a metterlo a disposizione anche degli altri e continuare questo processo proprio alimentandolo e mantenendolo. Facile eh? ;)
  • La capacità di individuare connessioni fra campi, idee e concetti è un'abilità centrale. Più cose si conoscono e più dovrebbe venire automatico utilizzare e sfruttare le conoscenze anche in atre sfere, in altri campi...
  • La validità (conoscenze esatte e aggiornate) è l'intento di tutte le attività di apprendimento di stampo connettivista.
  • Prendere delle decisioni è esso stesso un processo di apprendimento: saper scegliere cosa imparare e il significato delle informazioni in entrata è visto attraverso la lente di una realtà in mutamento. Se adesso c'è una giusta risposta, essa potrebbe rivelarsi errata domani a causa delle alterazioni del clima delle informazioni che influenzano la decisione. I tempi cambiano molto velocemente negli ultimi anni soprattutto; ciò che si apprende adesso tra qualche anno sicuramente andrà rivisto, ok.. ma mi dico... perchè intanto non apprenderlo? In modo che poi si potrà valutare correttamente non solo come riutilizzarlo in modo utile ma anche come cambiarlo in modo corretto!! No eh??

Un testo di riferimento irrinunciabile per conoscere i principi che sottendono questa teoria è Knowing Knowledge, di George Siemens.

Connettivismo (teoria dell'apprendimento)


"Per cercare di spiegare una nuova modalità di apprendere basata sul paradigma delle reti, è emersa recentemente una nuova teoria dell'apprendimento nell'era digitale, denominata connettivismo, formulata per la prima volta da George Siemens sulla base delle sue analisi dei limiti che teorie quali il comportamentismo, il cognitivismo e il costruttivismo evidenziano nel tentativo di spiegare gli effetti dell'uso delle tecnologie sul nostro modo di vivere, di comunicare, di apprendere. Il connettivismo si rapporta alla teoria dell'apprendimento abbinata ai nuovi strumenti della tecnologia".

Houston, ho un problema!!! :D

Bene...
questa mattina, come ogni giorno oserei dire, sono andata sul blog del prof e mi sono accorta che c'erano dei compitucci da svolgere...
OPML, Google Reader... hem... che roba è??
Mi sono accorta che a Google Reader ero già iscritta in quanto è dall'inizio che sto seguendo pubblicamente, oltre al blog del prof, quello dell'Alice e dell' Ilaria...
ma non riuscivo a capire cosa dovessi fare con questo OPML...
SANTO WILL CHE ARRIVA SEMPRE AL MOMENTO GIUSTO!!!
Grazie mille perchè se non c'eri tu ad illuminarmi non avrei proprio capito cosa o come lo dovevo fare!!!
Ti sfrutterò in seguito ;)